Aiutaci
Sponsor

Logo Gruppo Fondiaria


Logo Sasa


Logo Castelvecchio


Logo Trudi


Logo Provincia Gorizia


Logo Città di Monfalcone
Partner

Logo Alto Adriatico


Logo Navico


Logo Movendo


Logo Syac


Logo Tecnoteca


Logo KoraComunicazione


Logo Harken


Logo Lofu
 
La testimonianza di Giuliana, vicepresidente di A.B.C.

giuly"Io desidero parlare d'amore: non di quello che noi volontari dell'A.B.C. cerchiamo di dare con tutto il cuore ai bimbi ricoverati e alle loro famiglie, ma dell'amore immenso che i genitori dei bambini malati - affetti da patologie e malformazioni gravi - riversano sulle loro creature.

Ecco, per me l'esperienza più toccante che vivo nella mia attività di volontariato, è proprio questa: assistere ad un meraviglioso “miracolo dell'amore”.

Pensiamo alla gioia che prova una giovane coppia nel ricevere la notizia di un bimbo in arrivo: gioia che si trasforma in dramma, quando si scopre che la loro creatura è affetta da una grave patologia. Ed ecco che queste mamme e questi papà si trasformano in “Genitori Coraggio”. La loro vita, ed anche quella di fratellini e sorelline, viene completamente rivoluzionata, la felicità si trasforma in preoccupazioni, sacrifici continui e senza fine. Ma loro accettano tutto per amore del proprio figlio: io vedo sempre genitori sereni, mai un lamento, sempre tanto coraggio nell'affrontare la loro difficile vita.

Quello che, visto dall'esterno, potrebbe sembrare un terribile peso, per tutti questi genitori non lo è. Allora io mi sento piccola piccola e mi sembra di non fare mai abbastanza.

Lucia, la mamma di Andrea, che soffre di una sindrome molto grave, lo definisce “un dono dell'amore”, e dichiara che i “sacrifici fatti per amore non pesano anzi, arricchiscono”.

Spesso sento questi genitori ringraziare i loro figli per il semplice fatto di essere nati. E allora sì che tutto ciò ci fa meditare sul vero significato della vita, i suoi veri valori che, temo, perdiamo sempre più di vista.

Sono queste mamme e questi papà che ci insegnano tanto, ed anche noi ci affezioniamo soprattutto a questi bimbi, quelli cioè che soffrono di sindromi o patologie gravi che li costringono a frequenti ricoveri nel reparto di chirurgia. Con loro e con le loro famiglie si instaura un rapporto di amicizia e di affetto: io li chiamo i “nostri bimbi”.

Come Matteo, un bambino gravemente handicappato, adorato dai suoi genitori. Matteo è stato ricoverato molte volte e a lungo nel nostro reparto. Ad essete sincera,la prima volta in cui l'ho visto, non avrei nemmeno voluto entrare nella sua stanza, ma poi attraverso gli occhi colmi di amore dei suoi genitori, non ho quasi più visto la gravità del suo stato, e mi sono affezionata a lui. Il suo papà mi diceva: ”vedi Giuliana, quando gli parlo, l'espressione dei suoi occhi cambia”. Allora ho imparato ad accarezzarlo anch'io, ed a parlargli e, forse sarà stata un'illusione, ma mi sembrava che l'espressione dei suoi occhi cambiasse anche quando gli parlavo io.

Ecco, cara Margherita, continua a portare, come stai facendo, la tua dolcezza ed il tuo sorriso a tutti i bimbi, ma soprattutto a quelli come i “nostri bimbi”, e alle loro famiglie: facciamo sentire loro, tutti assieme, la nostra solidarietà ed il nostro affetto, per fargli capire che non sono soli nella loro difficile battaglia quotidiana."

Giuliana, volontaria di A.B.C.

giuly_gruppo

Nella prima foto: Giuliana, Margherita e Loredana, un pomeriggio insieme al Burlo.

In questa foto: Giuliana, le infermiere Katia e Roberta, la “Dottoressa Fiordaliso” e la “Dottoressa Refolo”, della “Compagnia dell’Arpa a dieci corde”, i clown dottori e Margherita.