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Facciamo un passo indietro...

Vi racconto la Conferenza Stampa come l'ho vissuta io...

conferenzastampaSabato 13 ottobre è stata una giornata emozionante per me, solo qualche giorno prima partivo in aereo da Atene, stavo lavorando su una barca tra Turchia e Grecia e stavamo trasferendo la barca da Marmaris a Grado, ma l' armatore mi ha gentilmente concesso qualche giorno di break per esserci alla conferenza di presentazione del progetto "Libera la vita, libera le vele".

Quando stavo prendendo l'aereo mi sono finalmente resa conto che tutte le telefonate con Giusy per organizzare questo momento, per trovare gli sponsor, per avere la barca giusta per l' impresa erano realtà, la realtà di un sogno che si realizza.

Francesca Capodanno ci accoglie al media center della Barcolana, allestito vicino a piazza dell' Unita'. Incontro i rappresentanti degli sponsor, che ringrazio ancora e senza i quali non sarebbe stato possibile realizzare questo progetto: Sai, Sasa Trieste, Trudi.

E' venuta a Trieste anche Laura Jelmini, cara amica e adetta stampa personale e del progetto, che rivedo con piacere dopo cinque mesi passati all' estero.

Poi e' il momento di cominciare la conferenza, seduti con me l' immancabile Giusy Battain, presidente con Luca Alberti dell' A.B.C. Burlo, energica e dolce. E' grazie a loro sono qui oggi! Ci sono anche mio papa', Giorgio del Cantiere Alto Adriatico per presentare l' imbarcazione Alto Adriatico 38' con cui compirò il periplo e il dott. Terpin del Burlo.

Giusy introduce il progetto, ringrazia gli sponsor e poi è il mio turno: pensavo che non sarei stata cosi' emozionata ed invece le parole e le idee si confondo per un attimo, poi guardo il visetto timido di Ricky e riprendo coraggio, spiegando come fin da piccola navigare in solitario era stato un mio sogno, di come mio papa' mi aveva consigliato di provare prima a navigare in equipe, avendo provato sulla sua pelle la durezza e le difficolta' di navigare da solo fin da piccolo sul finn. Poi avviene il magico incontro con Giusy, Luca e Ricky dell' ABC Burlo e il sogno prende la forma di un progetto vero e proprio e acquista anche un senso profondo: una sfida sportiva da sola potrebbe anche essere fine a se' stessa, "Libera la vita, libera le vele" vuole essere una sfida per le persone che vivono e combattono la loro lotta personale, che quasi sempre resta anonima e silenziosa, per la vita, per la guarigione come i bambini e i genitori del Burlo e del Gaslini.

Prende quindi la parola il dott. Terpin e poi a seguire mio papà: mi e' piaciuto il suo commento; e' stato come il proseguio di una conversazione iniziata tanti anni fa quando avevo 14 anni e si e' conclusa oggi con la sua approvazione per questo progetto, quasi volesse dirmi che ora era il momento giusto, che dopo aver fatto tante esperienze ero pronta anche per questa prova. Lui non mi dice quasi mai brava, il nostro e' un dialogo silenzioso ma vedevo dai sui occhi felici che e' contento e approva.

Giorgio ha poi spiegato le caratteristiche ecologiche e tecnologiche dell' Alto Adriatico 38' e di come la filosofia umana sia anche alla base del loro ambiente di lavoro al Cantiere Alto Adriatico.

Finita la conferenza, ho avuto l'opportunita' di conoscere le infermiere del Burlo che assistono i bambini ogni giorno e in parte penso soffrono con loro, mi sono ripromessa di andarle a trovare in ospedale.

Mi ha fatto molto piacere l'incontro con la Dott.ssa Skabar. Presidente dell' Associazione degli Atleti Azzurri Italiani, conosceva bene anche mio nonno e mio papa', mi ha consegnato una spilla degli Atleti Azzurri da portare nella mia circumnavigazione, mi sono sentita onorata di tanto riconoscimento, cerchero' di esserne all' altezza.

Concluso l' evento ufficiale siamo andati con Giusy, Luca, Ricky, Davide (come rappresentante degli sponsor Sai e Sasa) e Martina Meggetto di Trudi, Laura e la mia famiglia a brindare al compimento del primo passo verso la realizzazione di questo progetto.