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Dalla montagna al mare...

albertiDopo tanto mare, approfittiamo Raciel ed io, dell' invito di Giusy e Luca a raggiungerli per una breve pausa a Cortina, per parlare di persona delle evoluzioni del progetto e vedere il piccolo Ricky.

Un paesaggio autunnale da favola ci accoglie lungo la strada: il verde degli abeti e' spezzato da alberi dalle foglie dorate, il cielo sereno rigato solo da rade nuvole bianche di bel tempo. La natura e' incantevole che sia mare o montagna e anche le persone che ci vivono costantemente non sono poi cosi' differenti.

Arrivati incontriamo Giusy, Luca e Ricky che si e' appena svegliato dal pisolino pomeridiano e poi abbiamo l' occasione di conoscere anche il nonno di Ricky, Bruno Alberti, campione di sci plurititolato degli anni Sessanta. Viso sempre abbronzato, fisico atletico, espressione serena di chi ne ha viste tante nella vita e ha sempre affrontato le difficolta' con coraggio, lo troviamo che lavora nell' orto di casa. Mi ricorda tanto mio nonno Adelchi: d' inverno non rinunciava ad uscire sulla sua piccola barca a motore, il "Fulgida", con il suo berretto di lana blu e tornava abbronzato e rigenerato da quei bagni d' aria e di mare, canticchiando mentre rientrava a casa.

Il giorno dopo siamo invitati ad un pranzo in famiglia e parliamo della sua esperienza sportiva sugli sci e sulle somiglianze tra mare e montagna. Quando il signor Bruno aveva iniziato gli atleti non avevano tute sofisticate, sci in carbonio, era nel dopoguerra che aveva iniziato a sciare a 14 anni, tardi secondo lo standard di adesso ed ognuno faceva del suo meglio, proprio per questo penso che gli atleti erano piu' veri, nel senso piu' umani perche' la vittoria non dipendeva dai mezzi a disposizione ma dal talento personale a pari mezzi con gli avversari. Cosa avra' provato il signor Bruno vincendo la gara del chilometro lanciato, sfrecciando a 160 all' ora? Lo si legge sulle rughe del suo volto, dalla semplicita' delle sue parole che e' delle grandi persone.

Mentre ci fa assaggiare la grappa fatta da lui, lasciata a macerare per giorni al sole per creare quell' alchimia di gusto che ci incanta, commentiamo di come sia simile trovarsi da soli in mare, nell' immenso blu e in montagna, nell' immenso bianco: sei sempre un uomo inerme e cerchi, rispettando le regole della natura, di essere accettato da lei. La natura ti forgia e ti insegna l' umilta', la semplicita', il rispetto, la pazienza: e' questa la lezione che apprendo dal signor Bruno, atleta al tramonto della sua carriera agonistica, che ora si dedica a trasmettere ad altre persone la passione della sua vita, lo sci.

Rigenerati da questo incontro nel calore familiare d' alta montagna, scattiamo delle foto per immortalare questo momento di accrescimento e di continuo apprendimento, prima di riprendere la strada verso il mare.